domenica

Social & Mobile: Google+ supporta le Pagine su Android e iOs


L’applicazione mobile del social network di BigG Google+ si aggiorna con una nuova attesa implementazione: il supporto alle Pagine. Gli utenti del network sociale di Google sono stati finalmente accontentati, in una delle novità più richieste riguardanti l’applicazione di Google+ per Android e iPhone.
Ma oltre a questa implementazione, l’ultimo aggiornamento dell’App di Google+ dispone di altre interessanti novità, fra le quali: la possibilità di trovare nuove persone (sull’applicazione per Android) e un nuovo widget annesso a questa funzionalità; la possibilità di modificare i post su (sull’applicazione per iPhone) e l’aggiornamento per il supporto alle versioni dei sistemi operativi iOS5 e iOS6.
Nello specifico, il supporto alle pagine presenta una serie di vantaggi, grazie ai quali gli utenti possono condividere con maggiore facilità e più velocemente i contenuti. Ad esempio, il proprietario di un’azienda o un ente, adesso potrà scattare una foto con il proprio smartphone e condividerla subito senza dover fare diversi passaggi (necessari prima dell’aggiornamento). In questo modo sarà possibile aggiornare velocemente le pagine, e quindi il prodotto o servizio condiviso verrà immediatamente visualizzato dagli utenti.
Inoltre, il proprietario di una pagina Google+, adesso potrà condividere i contenuti e aggiornare lo stato della pagina direttamente dalla pagina stessa, e cioè senza essere costretto ad utilizzare il proprio account personale per condividere sulla propria pagina.



venerdì

Social Network: 25enne sfida Facebook in nome della privacy


È questa l’iniziativa di un ragazzo di soli 25 anni, studente viennese di Legge di nome Max Schrems. La sua iniziativa, chiamata Europe vs Facebook, si prefigge di sfidare il colosso dei Social Network, Facebook, con una vera è propria rivoluzione online in nome del diritto alla privacy.
“Anche queste battaglie decideranno come sarà il mondo di domani” ha dichiarato fiducioso Max, che raccoglie velocemente consensi da tutto il web. Il ragazzo ha anche lanciato una raccolta fondi per raggiungere la somma di 100mila euro necessari per affrontare la causa contro Facebook in Irlanda (dove si trova la base legale dell'azienda di Mark Zuckerberg in Europa).
Max Schrems ha anche realizzato un dossier di più di 1200 pagine ed è riuscito - finora -  a raccogliere ben 20.000 adesioni.
Di seguito l’intervista completa in italiano fatta al condottiero di questa al giovane legale Max Schrems:
Signor Schrems, come le è venuta in mente?
“Mi sono cominciato a chiedere se le leggi che pressoché tutti condividiamo in Europa a difesa della sfera privata possano imporsi ed essere difese o no anche per limitare il comportamento di grandi gruppi americani nel mondo virtuale. Quei gruppi hanno un’idea di privacy diversa dalla nostra”.
Facebook come esempio o capro espiatorio?
“Facebook è un caso esemplare, se solo pensiamo alle sue dimensioni. Ma la questione è rispondere alla domanda se riusciremo a imporre in Europa il rispetto delle leggi europee sulla privacy, o se queste resteranno solo una foglia di fico”.
Come ha cominciato a lanciare la sua iniziativa?
“Ho studiato sei buoni mesi nella Silicon Valley. Là un portavoce di Facebook ci ha parlato delle leggi europee sulla privacy con un approccio totalmente diverso da quello del Vecchio continente. Secondo lui, finché gli internauti non dicono espressamente ‘no’ alla diffusione di notizie su di loro, si sottintende che approvino ogni uso dei loro dati. Gli risposi: ‘No, guardi, in Europa è diverso”.
E poi?
“Ho scritto una dissertazione sul tema per l’università dove studiavo, dopo aver ascoltato alcuni amici. Abbiamo fatto con loro un test: inviando dati in rete sui profili e poi cancellandoli per vedere cosa ne facevano. Facebook è stata abbastanza ingenua da continuare a usare dati da noi cancellati. Anche i dati più problematici”.
Che cosa avete scoperto quindi?
“Ho discusso con i miei amici di come rendere pubblico il problema. Ci siamo detti che potevamo rivolgerci alle autorità irlandesi perché gli affari europei e internazionali di Facebook fanno base in Irlanda, per motivi fiscali”.
Come hanno reagito le autorità irlandesi?
“Hanno accolto il ricorso. Ma le loro autorità per la difesa della privacy sono soverchiate dalla mole di lavoro. Hanno 22 persone soltanto. Ora aspettiamo una decisione della magistratura entro fine anno”.
Quali sono le vostre accuse concrete?
“Si riferiscono a una ventina di casi diversi. Abbiamo verificato che quanto cancellavamo restava on line un anno. Sul mio profilo ho visto anche informazioni su di me inserite da altri. Volontà degli utenti violata, dunque. Trasparenza e controllo sono i problemi. Senza approvazione esplicita non si possono, in Europa, diffondere i dati di qualcuno. Se un utente cancella i proprio dati, deve avere la garanzia che non li usino più. È un errore grossolano, loro si giustificano parlando di ‘problemi di comunicazione’”.
Come va con le autorità irlandesi?
“Parlano ma non agiscono. Al massimo inviano lettere. Abbiamo discusso molto con loro. Non ci è concesso un accesso agli atti, neanche alle repliche di Facebook alle nostre accuse”.
Facebook ha reagito male?
“No, sono molto corretti. Richard Allan, loro responsabile per l’Europa, è gentilissimo. Niente atteggiamenti ostili, niente pressing. Si sforzano di convincere che il loro comportamento in Europa è in ordine, noi non siamo d’accordo”.
Che accadrà ora?
“La denuncia è a nome mio, sentenza possibile entro fine anno. In Irlanda gli avvocati sono carissimi. Cerchiamo di raccogliere da 100mila a 300mila euro per la certezza di coprire le spese legali. Se vinco, Facebook mi dà i soldi, se perdo, devo pagare anche i suoi avvocati. Ma sono tranquillo. Quella irlandese sarà una sentenza- precedente, un modello cui tutti dovranno adeguarsi, Google e eBay. Facebook ci piace, è una tecnologia eccellente, ma è un monopolio e va adeguato alle leggi. Gli effetti della sentenza saranno globali, che vinciamo o no. Per questo ci chiamiamo Europe vs.Facebook, ne va di valori costitutivi europei. Se vinciamo avremo posto un precedente per la privacy nel web. Se perdiamo possiamo lanciare un dibattito politico su un tema-chiave del futuro”.


giovedì

Facebook down di nuovo?

Facebook è down di nuovo..a breve i motivi..attacco hacker? aggiornamenti in arrivo?